LA CULTURA COME FATTORE DI SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE. L’IMPATTO CON CDV&M CUNEO

Alcune tra le maggiori sfide che si trovano ad affrontare i paesi e le regioni in un panorama di crescente apertura dei mercati e di continui mutamenti negli assetti competitivi dei territori riguardano, da un lato, la capacità di conservare i propri skills e o propri assets, dall’altro la possibilità di essere in grado di innovarli ed individuarne di nuovi. 

 Si è parlato nel corso degli anni di globalizzazione, parola forse abusata, certamente espressione di una nuova permeabilità dei mercati.  Ad essa è seguito il concetto di glocalizzazione, una contro-tendenza che opponeva all’uniformazione dei mercati e dei prodotti l’opportunità di salvaguardare e esportare tipicità locali in termini sia di processi che di prodotti /servizi. 

I drivers ai quali si riconosce la proprietà di sviluppare opportunità che consentano al territorio di competere   su aree internazionali sono numerosi ed eterogenei. 

Tra questi, per l’Italia hanno assunto un ruolo determinante la cultura e i beni culturali.  

 La cultura rappresenta infatti, usando le parole di Charles Landy, “una risorsa unica che appartiene e connota fortemente ciascun territorio in modo distintivo ” e che, come affermato dall’ UNESCO “crea identità e costruisce l’umanità. 

La cultura rappresenta inoltre, nelle parole di Elisa Cerruti “un elemento essenziale che permette di stimolare un senso di appartenenza e di coesione sociale tra gli individui, una risorsa costantemente mantenuta viva dalla stessa comunità, che esprime tutta la propria potenzialità nella capacità di rigenerazione e di continua ridefinizione dell’identità collettiva, un elemento fondamentale per la creatività e per la qualità degli esseri umani.” 

La cultura è viva, costituita da elementi ereditati dal passato, influenze esterne e novità inventate localmente e svolge funzioni importanti nella società. 

La cultura ha permeato largamente la filosofia. 

La cultura prima di essere concetto è soprattutto scelta, azione, messa a confronto. 

Basti, per tutti, citare il filosofo greco Epiteto che afferma, “solo l’uomo colto è libero” 

Benchè l’avvento delle scienze moderne dilati e confonda il concetto di cultura come era stato tramandato da Cartesio, Kant e tutta la tradizione filosofica razionalista, essa ha conservato nel tempo la connotazione precisa di idea che si realizza attraverso un’azione e di azione che diventa idea. 

Per questo La -Tsè scriveva, molti secoli fa, (traggo questa frase dal volume che mi è stato omaggiato dai miei carissimi Allievi della ” Scuola di Torino ” in occasione della mia nomina a Professore Ordinario): ” la via del fare è l’essere”. Ed oggi lo scrittore tedesco Eric Fromm riprende la stessa affermazione nel suo capolavoro intitolato appunto “Avere o Essere?”. Per questo Karl Marx afferma; ” meno si è e meno si esprime la propria vita. Più si ha e più si aliena la propria vita”. 

La cultura riveste un ruolo essenziale anche in campo economico-manageriale attraverso lo stretto legame che la lega alla creatività e all’innovazione.

La cultura è la nostra storia, il nostro tempo presente, il dono che lasciamo alle generazioni future. La cultura è la nostra ricchezza inesauribile, un bene che più si consuma più cresce, fa crescere ed è universale, simbolo di fratellanza e di unione tra i popoli. 

In questo contesto CDV&M CUNEO ha saputo interpretare le esigenze di conoscenza e crescita culturale non solo dei Soci, ma della collettività cuneese, promuovendo una variegata serie di iniziative volte a valorizzare aspetti diversificati (formativi e divulgativi), ponendo così le basi per inserirsi sempre più compiutamente nel tessuto socio – economico di riferimento. 

Ha saputo creare, grazie alla infaticabile opera del suo Presidente, Paolo Silvestro e del Consiglio Direttivo, un legame vivo e continuativo tra realtà culturali, Soci e cittadinanza. Ha saputo trasfondere, accanto all’acculturamento il “gusto del bello” e della creatività. 

Ha saputo legare il ricordo del passato con la realtà presente, fornendo spunti interpretativi e chiavi di riflessione   su una molteplicità di tematiche di attualità e di interesse. 

Ha saputo variegare e diversificare la sua offerta, allargandola ai campi della conoscenza, della formazione e della divulgazione del “sapere”. 

Ha saputo interagire e creare sinergie operative con Enti, imprese, Università, Organizzazioni, Istituzioni. (ricordo per tutte le numerose realizzazioni con il Campus di Management e Economia dell’Università di Torino – Sede di Cuneo), enfatizzando il suo ruolo “sociale ” nella società contemporanea. 

Se il futuro è “espressione del nostro modo di agire e di operare”, l’attuale orientamento culturale del CDV&M e le realizzazioni da esso promosse al servizio del territorio e della collettività ci inorgogliscono e ci spronano sempre più a continuare le glorie del passato.

Giuseppe Tardivo

Socio onorario CDV&M Cuneo

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